lunedì 20 agosto 2012

Il senso delle cose

Richard P. Feynman (1918-1988),
premio Nobel per la fisica nel 1965
Mi sono letto "Il senso delle cose" di Richard P. Feynman, il grande scienziato (premio Nobel per la fisica nel 1965 per i suoi studi sull'elettrodinamica quantistica) morto nel 1988. È un libretto di poco più di 100 pagine, pubblicato da Adelphi (collana "Biblioteca Scientifica" n. 27). È tratto da tre conferenze tenute da Feynman nel 1963 e parla della scienza e del rapporto di questa con le altre discipline ed è assolutamente illuminante su come debba funzionare una mente razionale.

Parte dall'apologia del dubbio, smonta il principio di autorità e rivendica il primato del metodo scientifico come l'unico strumento valido inventato finora dall'uomo per accumulare esperienza e orientarsi nel buio.

La scienza è certa solo di non aver certezze:
«Ciò che oggi chiamiamo “conoscenze scientifiche” è un corpo di affermazioni a diversi livelli di certezza. Alcune sono estremamente incerte, altre quasi sicure, nessuna certa del tutto. Noi scienziati ci siamo abituati, sappiamo che è possibile vivere senza sapere le risposte. Mi sento dire: “Come fai a vivere senza sapere?”. Non capisco cosa intendano. Io vivo sempre senza risposte. È facile. Quello che voglio sapere è come si arriva alla conoscenza.»

martedì 14 agosto 2012

Esiste un Dio artificiale?

Douglas Noël Adams (1952-2001)
Mi son letto "Il Salmone del Dubbio", una raccolta postuma di bozze, scritti, articoli e discorsi di Douglas Adams (l'autore della famosissima trilogia in cinque volumi della Guida Galattica per Autostoppisti). A parte il rimpianto, anzi no, la rabbia di non aver più una mente geniale come la sua a illuminare la vita, l'universo e tutto quanto, mi è rimasto impresso uno suo intervento tenuto al convegno "Digital Biota 2" a Cambdridge nel settembre 1998 (qui l'originale in inglese: http://www.biota.org/people/douglasadams/) , per cui ve lo propongo, anche se è molto lungo...

giovedì 12 luglio 2012

Plutone batte un cinque

Lo Hubble Space Telescope non cessa di darci soddisfazioni. A un anno dalla scoperta della quarta luna di Plutone, ecco la quinta (articolo NASA).
Plutone e il suo sistema di cinque lune

Per il momentosi chiama P5. Come la sua sorella P4 non ha ancora un nome. Si tratta di un corpo molto piccolo, dai 10 ai 25 km di diametro, probabilmente composto quasi interamente di ghiaccio, che percorre, in poco più di venti giorni terrestri, un’orbita circolare a 42000 km dal pianeta.

Intorno al piccolo Plutone (ha un diametro di 2322 km contro i 3475 della nostra Luna) che orbita a cinque miliardi di km dal Sole (il raggio dell'orbita terrestre è circa 150 milioni di km) c'è un vero e proprio sistema planetario in miniatura. Si pensa che possa essersi generato da uno scontro cosmico con un altro piccolo pianeta, in un lontano passato. Quando la sonda New Horizons arriverà a Plutone nel luglio 2015 troverà un ambiente ben più complesso di quanto si pensasse al suo lancio, nel gennaio 2006. I ricercatori che seguono la missione avranno il loro bel daffare per pianificare tutte le attività di osservazione di un sistema così inaspettatamente complesso durante il velocissimo passaggio ravvicinato. Non ci saranno infatti altre opportunità, visto che la sonda non si fermerà (sarebbe stato troppo costoso portarsi il carburante per una frenata così potente) ma procederà sparata verso la cintura di Kuiper, dove gli scienziati sperano di fare nuove scoperte.

La sonda NASA si trova nel momento in cui scrivo a oltre 3 miliardi e mezzo di km dal Sole e viaggia a una velocità di oltre 15 km/s rispetto al nostro astro (Where is New Horizons?).

venerdì 8 giugno 2012

I neutrini non sono più veloci della luce (ed Einstein tiene duro)


Esperimento OPERA
Dopo l'eccitazione del primo annuncio, l'ilarità sul Tunnel della Gelmini, la delusione della prima smentita, la disillusione delle prime evidenze contrarie sono arrivati i nuovi risultati dei quattro esperimenti che analizzano i neutrini tra Cern e Laboratori del Gran Sasso: i neutrini sparati dal CERN non sono più veloci della luce.

L'annuncio è stato dato a Kyoto (Giappone) alla 25ª Conferenza Internazionale sulla fisica del neutrino. I quattro esperimenti (OPERA, Borexino, Icarus e LVD) hanno tutti misurato tempi di volo dei neutrini sparati dal CERN ai Laboratori del Gran Sasso consistenti con la velocità della luce.

I risultati precedenti erano stati falsati da un errore di temporizzazione delle fibre ottiche, un elemento del complicatissimo sistema di misurazione implementato tra il CERN e il Gran Sasso.

Sergio Bertolucci, direttore per la ricerca e le tecnonogie d'informazione del CERN ha dichiarato che «Anche se questo risultato non è così eccitante come qualcuno avrebbe desiderato si tratta di quello che, in fondo, ci si aspettava. La vicenda ha catturato l’immaginazione pubblica e le ha dato l’opportunità di vedere il metodo scientifico in azione: un risultato inaspettato è stato reso noto per essere esaminato e risolto grazie alla collaborazione di esperimenti che sono, normalmente, in concorrenza fra loro. Questo è il modo in cui la scienza si muove».

Lucia Votano, direttore dei Laboratori INFN del Gran Sasso, ha commentato che «È motivo di grande soddisfazione che quattro diversi esperimenti abbiano potuto misurare con grande precisione la velocità del neutrino su una distanza di 730 chilometri, trovando tutti risultati tra loro coerenti e compatibili con la teoria della relatività».

Insomma viva il metodo scientifico. Magari con un po' più di cautela negli annunci...



Fonte: Wired

mercoledì 6 giugno 2012

Zanzare nella pioggia

Zanzara nella pioggia

Secondo un articolo di ricercatori del Georgia Institute of Technology e della Harvard University, pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) ci sarebbe la risposta a un dubbio che da sempre attanaglia l'umanità: come fanno le zanzare a sopravvivere alla pioggia?

Togliamoci subito questo dubbio amletico: rischiano di essere schiacciate al suolo dalle gocce solo se volano troppo basse; altrimenti - grazie alla loro massa ridotta e alla loro struttura fisica elastica e resistente, sono in grado di resistere all'accelerazione provocata dalla goccia... Se vi interessano i particolari sono su un articolo nel blog di Le Scienze (qui).

Come suggerisce lo stesso articolo, una ricerca del genere potrebbe tranquillamente venir candidata al premio IgNobel per la fisica o quantomento al trofeo EtsiQuaatzi, se non fosse che l'esperimento in questione fa parte di una ricerca più vasta sui cosiddetti Micro Aerial Vehicle o MAV, micro-veicoli volanti da usare "per sistemi di di sorveglianza e operazioni di ricerca e salvataggio"...

lunedì 4 giugno 2012

Terremoto in Emilia Romagna


Torre dell'Orologio di Novi
Sono emiliano-romagnolo e se i terremoti di questi giorni non mi hanno coinvolto direttamente hanno però colpito diverse persone che conosco.

Ecco perché sentire ochette che starnazzano di profezia Maya, HAARP, prospezioni geologiche, depositi di gas, allineamenti planetari e superlune; o ciarlatani che parlano di previsioni possibili; o ancora qualunquisti ignoranti e disinformati che accusano i sismologi di incompetenza  mi fa indignare ancor di più.

Volevo scrivere qualcosa ma visto che c'è chi l'ha fatto già in modo chiaro, preciso e con competenze che io non posso vantare, mi limito a farvi conoscere i loro lavori...

giovedì 24 maggio 2012

Gli oceani di Europa


Gli oceani di Europa e quelli della Terra a confronto (APOD)
Europa (con Io, Ganimede e Callisto) è uno dei satelliti di Giove scoperti nel 1610 da Galileo Galilei. Con i suoi 1670 km di raggio è appena più piccolo della nostra Luna (1737 km) e la sua massa è il 65% di quella del nostro satellite. Ruota intorno a Giove volgendogli sempre la stessa faccia in poco più di 3,5 giorni terrestri a una distanza media di circa 670 mila chilometri.

La sua superficie è completamente coperta di ghiaccio d'acqua. Ci sono pochi crateri ed è evidente una continua rigenerazione della superficie, un po' come avviene ai poli della Terra quando si forma il pak.

Quant'acqua c'è su questa luna?